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| Alessandria del Carretto. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Il piccolo centro è posizionato in modo da dominare una vasta area. Dalla vetta del Monte Sparviere è possibile osservare un paesaggio unico nel suo genere, infatti il colpo d’occhio che si ha in cima alla montagna è davvero straordinario visto che spazia: dal maestoso massiccio del Pollino, al golfo di Taranto alla piana di Sibari. Più nel dettaglio, volgendo lo sguardo verso Est si ammira il letto del torrente Saraceno (impetuoso d’inverno e quasi secco d’estate) che sfocia nell’azzurro e limpido mare Ionio, tra i confini dei Comuni di Trebisacce e Villapiana. Guardando ad Ovest si vede la maestosa vetta del monte Sparviere che misura mt. 1713 slm meta di molti turisti per le molteplici scampagnate ed escursioni a piedi a cavallo ed in bicicletta. Girando lo sguardo verso Nord si notano i primi alberi di abete del bosco della Spinazzeta e la parete rocciosa del Timpone della Neviera. E dulcis in fundo guardando verso il Sud si vede chiaramente la grandiosa piana del metapontino attraversando quasi tutti i paesi calabri (Farneta, Nocara, Canna) dove a ciel sereno si scorge persino Taranto. Con i suoi quasi 600 abitanti è il centro abitato più alto dei 56 paesini del Parco del Pollino posizionato a 975 metri sul livello del mare; rappresenta una delle ultime perle incontaminate della cultura contadina calabrese. Animato da gente che vive ancora secondo gli usi e i modi della tradizione, dall'uccisione del maiale, dal suo antico carnevale con la sua maschera tipica (u poicinell biell), alla festa dell' albero (pita) in primavera, dai numerosi spettacoli estivi ("radicazioni" festival delle culture tradizionali ad agosto), al periodo dei funghi e delle sagre(la più conosciuta è quella dello stufato ormai giunta alla sua 20ª edizione). Nel territorio è presente una vastissima varietà di flora e fauna caratteristica dell’Appennino calabro lucano, con la presenza delle acerete che raggruppano in una singolare quanto straordinaria convivenza arborea, cinque specie di acero- acero campestre (Acer campestre), acero di monte (Acer pseudoplatanus), acero di Lobel (Acer lobelii), acero di Ungheria (Acer obtusatum), acero riccio (Acer platanoides). Molto depauperata è la fauna; si hanno ancora, anche se in pochi esemplari, lupi, cinghiali, gatti selvatici, lepri e volpi e tra gli uccelli, alcuni rapaci (sparvieri, falchi, aquile) proprio di questa ultima specie e’ possibile ammirare nella sala consigliare un esemplare abbattuto erroneamente da un cacciatore locale negli anni 80. |
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| Orto Botanico | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
L’Orto Botanico, luogo privilegiato di tutela e di studio di una autentica riserva naturale, sito in località Difisella si estende per poco più di due ettari. L’Orto è un luogo di sicuro interesse per i botanici ma anche per coloro che amano semplicemente fare delle belle passeggiate all’aria aperta, nonché per le scolaresche attraverso i percorsi didattici che ne fanno una grande aula didattica decentrata. Esso racchiude una straordinaria varietà di flora spontanea e di ecosistemi naturali, prevalgono le piante arboree (querce, roverelle, aceri, carpino, ecc), una particolare attenzione meritano le piante erbacee officinali spontanee, quali l’ortica la malva le viole, ecc.. A disposizione dei turisti vi sono diversi sentieri, come: I sentieri a natura circolare, l’obbiettivo della circolarità dei percorsi è quello di permettere di ridurre la possibilità sia per la lunghezza dei sentieri, sia per il loro grado di difficoltà e sia per il tempo di percorrenza che i meno motivati “invadano” la parte più naturale dell’area. Sentieri educativi, che rappresentano dei veri e propri laboratori all’aperto che permettono di sperimentare e imparare giocando con gli elementi della natura. Sentieri panoramici, ricchi di fascino e suggestione e dai quali si può godere di panorami mozzafiato. Sentieri per disabili, con un percorso molto simile a quello di natura circolare proprio per fare in modo che anche le persone diversamente abili possano gustarsi una passeggiata, l’unica grande differenza con il percorso circolare è il giardino dei profumi e dei colori. In tutti i sentieri sono presenti i cartelli con la dicitura del nome sia in italiano che il nome scientifico in latino, questi sono posti nelle immediate vicinanze delle specie cosi che queste possano essere toccate, odorate, osservate dal vivo più efficacemente proprio per questo motivo si è dato il mone di “giardino dei profumi e dei colori”. Un giardino ispirato all’ambiente naturale che risponde a finalità didattiche ed estetiche e che può essere egualmente fruito da tutte le tipologie di visitatori del territorio, con una maggiore considerazione per i disabili, per gli anziani e per le famiglie, che potranno trascorrere senza alcuna fatica ore piacevoli in un territorio con alta valenza naturalistica. |
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| Museo Dedicato Al Grande Cardiochirurgo Di Fama Internazionale “GUIDO CHIDICHIMO” | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Nel terzo millennio Alessandria del Carretto ha dato all’universo della medicina un suo figlio: lo scienziato Guido Chidichimo, nato il 7 gennaio 1912. Nelle vicinanze dell’Orto Botanico è presente il museo del prof. Guido Chidichimo, esso racchiude la sua biblioteca personale i suoi trofei e una serie di testimonianze scientifiche sulla cardiochirurgia italiana. Il museo nel suo insieme, offre la possibilità di effettuare studi, ricerche didattiche, giornate mediche ai vari livelli, nonché ammirare ed apprezzare un ricco patrimonio culturale e scientifico, attraverso testimonianze dirette (libri, filmati relativi a interventi a cuore aperto, diapositive, ecc.) maturati in tanti anni di professione medica e specialistica. La biografia dell’illustre concittadino è ricca di date, che segnano tappe di studio e di impegno civile, ma dietro ogni data c’è l’uomo del sud, che soffre e lotta. L’uomo dal rigore scientifico, morale ed intellettuale che vince ed esporta intelligenza. Per rendere una minima idea della fama internazionale del cardiochirurgo vi segnaliamo solo alcuni dati esemplari.Ha eseguito oltre 35000 interventi di chirurgia generale ed oltre 10000 di cardiochirurgia a cuore aperto, è autore di 250 pubblicazioni in ambito di chirurgia e cardiochirurgia. Il 5 gennaio 1964 ha effettuato il primo intervento a cuore aperto: ha impiantato -con pieno successo- una valvola metallica. Dal 1960 al 1969 è stato primario chirurgo negli ospedali riuniti di Roma. Dal 1969 al 1981 è stato primario di cardiochirurgia negli OO. RR. di Roma. Tra il 1987 e il 1991 a Pechino ha impiantato il reparto di Cardio-Angio-Chirurgia a seguito dell’accordo tra il governo cinese e quello italiano. E’ morto a Roma il 2 settembre 1998, dopo aver donato alla sua amata Alessandria i suoi quadri, i suoi libri, i suoi trofei e i suoi oggetti più cari, che sono ora esposti nel museo Chidichimo ad Alessandria del Carretto. |
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| Il Centro Storico | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Il punto di partenza deve essere per forza la Chiesa Madre che è dedicata a S. Alessandro, protettore del paese, è stata edificata nella prima metà del 600 ed aperta al culto nel 1633. Rappresenta una delle più interessanti bellezze artistiche dell’entroterra, è considerata una delle più attraenti chiese dell’intero Alto Jonio Cosentino, formata da tre navate ed un soffitto a vela, in più a una bella torre campanaria con tre campane ed un orologio a numeri romani. Alessandria offre un susseguirsi di scorci ambientali resi interessanti dalle costruzioni in pietra vista che formano scorci caratteristici. Le sue vie sono strette a “mo di vicoli”, le case quasi tutte ad un solo piano ed il verde è onnipresente. Palazzo Angiò Del XVIII ° secolo. Ne è sopravvissuta solo un'ala adiacente al Palazzo Chidichimo. Palazzo Chidichimo Del XVIII ° secolo, è la costruzione più antica de paese. La muratura, davvero originale, è in pietra locale a faccia vista; |
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| Altri Posti da Visitare | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Anche qui il punto di partenza deve per forza essere il Monte Sparviere che dai suoi 1713 m s.l.m., domina l’Alto jonio cosentino e la sibaritide, quasi come fosse uno straordinario terrazzo sul mare Jonio e sul Pollino. Chiesetta in località Fossa Lupara edificata negli anni 80 dagli operai dell’AFOR, interamente costruita in pietra locale a faccia vista, circondata completamente dal verde. Laghetto artificiale in località Tappaiolo realizzato negli anni 80 dagli operai dell’AFOR, anche questo interamente costruito in pietra locale. Qui si può sostare, consumare una comoda colazione ai tavoli e sedili in pietra locale, usare i forni, i rifugi dell’area attrezzata, specchiarsi nelle limpide acque del laghetto, ammirare i paesaggi incantevoli che fanno da cornice a tale area. Resti della Cappella di Sant'Elia Di probabile età bizantina. La costruzione anche se inglobata in una piccola casa rurale è ancora ben visibile. |
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